Eventuali profili di responsabilità del supermercato per danni subiti da un cliente a causa della caduta di un oggetto da uno scaffale

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In passato, la giurisprudenza è stata ferma e precisa nell’esprimersi nel caso in cui un cliente, che sia all’interno dei locali di un supermercato, si trovi a cadere all’interno dello stesso con danni conseguenti.

Nella presente pronuncia si affronta un tema analogo riguardante il caso in cui la caduta di un oggetto, posizionato su uno scaffale, cagioni un danno ad un soggetto. Interessanti, risultano sicuramente i profili riguardanti l’elemento soggettivo della fattispecie.

Se difatti, come si vedrà nella pronuncia, risulta da un lato importante condurre una precipua analisi sulla condotta del cliente, dall’altro è necessario comprendere in che modo possa innestarsi la diligenza del supermercato nell’esenzione da responsabilità civile.

Il caso e la decisione

Il Tribunale di Milano, Sez. X, con Sentenza del 7 ottobre 2021, analizza il caso in cui una cliente, prendendo uno scolapiatti dagli scaffali, ad un’altezza di 150 cm, provocava la caduta di un pesante vassoio di ferro sul piede sinistro.

Successivamente, la cliente veniva immediatamente soccorsa da una dipendente e portata in sala relax da un responsabile, il quale le faceva redigere apposito verbale.

Una volta in ospedale, i medici rilevavano la presenza di una contusione al piede sinistro; in forza di ciò, la cliente inoltrava formale invito alla negoziazione assistita al supermercato, il quale non veniva però riscontrato dal supermercato.

A seguito dell’atto di citazione, con cui la cliente conveniva il supermercato, il giudice ha anzitutto analizzato la condotta tenuta dalla prima, stabilendo anzitutto che si trattava di uno “scolapiatti, posizionato su uno scaffale ad un'altezza facilmente raggiungibile per la clientela, il cui vassoio estraibile risultava ben visibile e la cui presa in visione sarebbe stata possibile senza incorrere in alcun pericolo mediante l'adozione di un comportamento cauto da parte della danneggiata”. Ciò porta sicuramente ad escludere che la fattispecie possa soddisfare i requisiti ex art. 2051 c.c., stante l’assenza di “intrinseca pericolosità” dell’oggetto in custodia (semplice scolapiatti con annesso vassoio).

In merito, invece, alla possibilità che il supermercato possa rispondere ex art. 2043 c.c., il Tribunale afferma che, nel caso di specie, l’attrice non ha tenuto una condotta diligente, stante il fatto che il posizionamento del bene non aveva caratteri di eccezionalità rispetto al resto dei prodotti e che la medesima attrice avrebbe ben potuto, utilizzando l’ordinaria diligenza, evitare il danno di cui chiede il risarcimento.

Per tale ragione, il Tribunale respinge tutte le istanze attoree.

Conclusioni

La presente pronuncia si pone nel solco delle sentenze che portano una maggiore chiarezza sulla relazione tra supermercato ed eventi dannosi che si verifichino all’interno dello stesso.

Sicuramente è necessario un maggior numero di sentenze al fine di identificare un ben preciso orientamento, ma è possibile affermare come il giudice, almeno nel presente procedimento, si sia preoccupato di indagare a fondo e con precisione la condotta del cliente danneggiato, concentrandosi non solo sulla diligenza richiesta al supermercato, ma anche su quella richiesta al cliente.

DISCLAIMER: Because of the generality of this update, the information provided herein may not be applicable in all situations and should not be acted upon without specific legal advice based on particular situations.

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