Decreto Trasparenza: i primi chiarimenti dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro

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Mancano ormai pochi giorni alla entrata in vigore del D.Lgs. 27 Giugno 2022, n. 104 (c.d. «Decreto Trasparenza») prevista per il prossimo 13 Agosto e sono finalmente arrivati i primi ed attesi chiarimenti da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. In particolare, con la Circolare n. 4 del 10 Agosto 2022 (di seguito, la «Circolare») (disponibile qui), pubblicata d’intesa con l’Ufficio Legislativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Ispettorato ha voluto fornire alle imprese alcune importanti indicazioni per l’attuazione delle nuove disposizioni, che tanti disagi hanno creato a molte aziende in questo periodo estivo.

Si riportano dunque, di seguito, i principali punti affrontati dalla Circolare:

1) Possibilità di rinvio alla contrattazione collettiva per la disciplina di dettaglio degli istituti

La Circolare ricorda, in primo luogo, come il Decreto Trasparenza, in attuazione della Direttiva UE 2019/1152, sia intervenuto modificando il D.Lgs. n. 152/1997 concernente l’obbligo del datore di lavoro di informare il lavoratore in merito alle condizioni applicabili al rapporto di lavoro. Le nuove disposizioni ampliano, infatti, il numero delle informazioni che devono essere comunicate al lavoratore al momento dell’instaurazione del rapporto ovvero in un momento successivo (7 giorni o un mese, a seconda della tipologia di informazione).

Proprio con riferimento all’assolvimento dei nuovi obblighi informativi, la Circolare interviene confermando la possibilità per le aziende di procedere all’informazione in merito alla disciplina di dettaglio degli elementi del rapporto mediante il rinvio al contratto collettivo applicato o ad altri accordi o documenti aziendali, a condizione che gli stessi vengano contestualmente consegnati al lavoratore o messi comunque a disposizione del medesimo secondo la prassi aziendale.

Sul punto, la Circolare precisa infatti testualmente che «il nuovo art. 1 del D.Lgs. n. 152/1997 non fa più espresso riferimento alla possibilità di rendere alcune informazioni al lavoratore mediante il rinvio alle norme del contratto collettivo applicato. Tuttavia, fermo restando che con la consegna del contratto individuale di lavoro o di copia della comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro (v. infra) il lavoratore deve essere già informato sui principali contenuti degli istituti di cui all’art. 1 (ad es. orario di lavoro giornaliero per n. giorni alla settimana; importo retribuzione mensile per numero delle mensilità ecc.), la relativa disciplina di dettaglio potrà essere comunicata attraverso il rinvio al contratto collettivo applicato o ad altri documenti aziendali qualora gli stessi vengano contestualmente consegnati al lavoratore ovvero messi a disposizione secondo le modalità di prassi aziendale».

Da una prima lettura, dunque, la Circolare sembra prevedere, nell’ottica di alleggerire l’onere informativo del datore di lavoro, la possibilità per il medesimo di assolvere a tale obbligo informativo attraverso l’indicazione per gli istituti in questione (e.g., ferie, permessi retribuiti, altri congedi, termini di preavviso) del dato essenziale e mediante il contestuale rinvio, quanto al dettaglio dell’istituto stesso, alla disciplina prevista dal CCNL o dal contratto integrativo aziendale applicato. Resterà ovviamente da capire, attraverso la prassi o ulteriori chiarimenti che dovessero essere fornite dagli enti preposti, quale sarà il perimetro degli elementi “di dettaglio” che non sarà necessario specificare nell’informativa ed ai quali potrà farsi rinvio mediante il riferimento alla contrattazione collettiva.

2) Obblighi informativi per i dipendenti assunti dal 2 al 12 Agosto 2022

Come noto, il Decreto Trasparenza distingue tra:

  1. dipendenti già in forza alla data del 1° Agosto 2022, ai quali il datore di lavoro è tenuto a fornire le nuove informazioni relative al rapporto di lavoro entro 60 giorni dalla eventuale richiesta scritta da parte dell’interessato; e
  2. dipendenti assunti dal 13 Agosto 2022, per i quali l’informativa dovrà essere fornita (a seconda della tipologia di informazione) entro 7 o 30 giorni.

Il Decreto non fornisce, tuttavia, alcuna indicazione in merito alla disciplina applicabile ai rapporti di lavoro instaurati tra il 2 ed il 12 Agosto 2022 e tale vuoto normativo è stato immediatamente messo in luce da diversi esperti subito dopo la pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale.

Sul punto è intervenuto l’Ispettorato il quale, dato atto del «disallineamento temporale» venutosi a creare ed al fine di colmare tale lacuna legislativa, ha precisato come, rispetto ai rapporti di lavoro instaurati tra il 2 ed il 12 Agosto 2022, «trovano comunque applicazione i medesimi principi di trasparenza, solidarietà contrattuale e parità di trattamento tra lavoratori che fondano la novella normativa così che anche questi ultimi possono richiedere l’eventuale integrazione delle informazioni relative al proprio rapporto di lavoro».

Per effetto di tale chiarimento, pertanto, gli stessi obblighi informativi previsti per i lavoratori in forza al 1° Agosto 2022 saranno applicabili anche ai lavoratori assunti tra il 2 ed il 12 Agosto 2022.

3) Trattamento sanzionatorio

La Circolare ricorda che in caso di violazioni per «mancato, ritardato, incompleto od inesatto assolvimento degli obblighi informativi» è prevista l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra Euro 250 ed Euro 1.500 per ogni lavoratore interessato.

L’Ispettorato precisa altresì l’applicabilità della procedura di diffida di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004, trattandosi, invero, di violazioni sanabili.  Sul punto, resta in ogni caso inteso che la regolarizzazione entro i termini di cui alla diffida non esclude l’applicazione della sanzione pecuniaria ma comporta il «pagamento di una somma pari all’importo della sanzione nella misura del minimo previsto dalla legge ovvero nella misura pari ad un quarto della sanzione stabilita in misura fissa» (art. 16, comma 3 del D.Lgs. n. 124/2004).

Tali (primi) chiarimenti circa l’attuazione degli obblighi di cui al Decreto Trasparenza sono certamente utili e lo è in particolar modo il primo punto, che consente di contenere la mole di informazioni da fornire al lavoratore evitando così un lavoro estremamente oneroso per le società ed il rischio che venga vanificato l’obiettivo di chiarezza delle informazioni per i lavoratori e quindi la finalità perseguita dal Decreto stesso.

Non è escluso comunque che ulteriori chiarimenti, anche a seguito di quanto accadrà nella prassi, possano essere forniti dagli enti per meglio calibrare, in un’ottica di efficienza sia per il datore di lavoro che per il lavoratore, la portata di tali obblighi.

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