La nuova disciplina del “Patent Box” - aggiornamento alla luce del entrata in vigore della legge n. 234 del 2021

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1. Premessa: le novità sul Patent Box

L’articolo 6 del decreto-legge n. 146 del 2021 (c.d. “Decreto Fisco-Lavoro”), di recente modificato dalla legge n. 234 del 2021 (“Legge di Bilancio 2022”), ha profondamente innovato e di fatto sostituito la disciplina sul c.d. “Patent Box”, introdotta nel nostro ordinamento con la legge n. 190 del 2014 (“Legge di Stabilità 2015”).

Al riguardo, si ricorda brevemente che il Patent Box è un regime opzionale di tassazione preferenziale avente la finalità di agevolare gli investimenti delle imprese in determinati beni immateriali (originariamente, software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi d’impresa, disegni, modelli e know-how giuridicamente tutelabile), incentivandone la collocazione (o la ricollocazione) in Italia e promuovendo altresì le attività di ricerca e sviluppo (“R&S”) finalizzate al relativo mantenimento ed accrescimento, in considerazione dell’idoneità di questi stessi beni a favorire la crescita economica del Paese.

Così ricordata la ratio e la finalità dell’agevolazione in commento, vale osservare che il precedente Patent Box era basato su un complesso meccanismo di detassazione, fino al 50 per cento, dell’extra-profitto derivante dallo sfruttamento dai predetti beni immateriali, a condizione che gli stessi beni presentassero un nexus con determinati costi di R&S, mentre il nuovo Patent Box, quale derivante dalle modifiche apportate dal Decreto Fisco-Lavoro e dalla Legge di Bilancio 2022, si basa su una “super-deduzione” fiscale (i.e., una maggiorazione ai fini del reddito d’impresa e dell’IRAP) dei costi di R&S sostenuti sui beni immateriali agevolabili, che risulta di più semplice applicazione.

In particolare, con le modifiche recate dalla Legge di Bilancio 2022, la maggiorazione in parola è stata stabilita nella misura del 110 per cento (rispetto al 90 per cento inizialmente previsto) mentre il novero dei beni agevolabili è stato ristretto, essendo venuto meno il riferimento ai marchi d’impresa e al know-how giuridicamente tutelabile. La Legge di Bilancio 2022, inoltre, ha disposto la cumulabilità di tale “super-deduzione” con il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo.

Un esempio

Si assuma una società che utilizza direttamente – ed intende agevolare – alcuni suoi beni immateriali (“IP”), su cui pure svolge attività di ricerca e sviluppo (R&S). In tal caso, per ogni EUR 100 di costi di R&S riferibili al bene agevolabile, la Società in questione potrà dedurre un importo pari a EUR 210, risparmiando – per effetto della maggiorazione – EUR 30,69 e potendo inoltre usufruire del credito d’imposta per ricerca e sviluppo correlato ai medesimi costi, ricorrendone le condizioni.

Costi di R&S: EUR IRES(24%) IRAP(3.9%) Tax saving
Deduzione ordinaria 100 24,00 3,9 27,90
Maggiorazione 110 26,40 4,29 30,69
TOT 210 50 8 58,59

2. Per saperne di più

2.1 Quali sono i soggetti interessati?

Come in passato, il nuovo regime preferenziale si riferisce a tutti i titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione e dal settore produttivo di appartenenza (moda, design, media, telecomunicazioni, IT, food & beverage, healthcare, banking, etc.), incluse le stabili organizzazioni in Italia di residenti in Paesi con i quali è in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni è effettivo.

Esso presuppone la sussistenza di una specifica riferibilità (nexus) dei costi di R&S ad una serie di beni immateriali giuridicamente tutelabili, utilizzati dall’impresa direttamente (e cioè al proprio interno) o indirettamente (e cioè mediante concessione del bene in godimento a terzi). 

2.2 Quali sono i beni agevolabili?

Il regime preferenziale in parola consiste nella maggiorazione del 110 per cento dei costi di R&S, ai fini della relativa deducibilità dal reddito d’impresa e dal valore della produzione soggetto all’IRAP, a condizione che detti costi siano sostenuti in relazione ai seguenti beni immateriali agevolabili, utilizzati dall’impresa direttamente o indirettamente:

  • software protetto da copyright;
  • brevetti industriali;
  • disegni e modelli.

Rispetto all’originaria formulazione dell’articolo 6 restano esclusi, quindi, i marchi d’impresa e i processi, le formule e le informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

2.3 Quanto dura l’agevolazione?

Il regime preferenziale in parola è opzionale, ha durata pari a cinque periodi d’imposta, è irrevocabile ed è rinnovabile.

2.4 La c.d. penalty protection

Il Decreto Fisco-Lavoro prevede che il contribuente possa dotarsi di idonea documentazione, nella quale indicare le modalità di determinazione della maggiorazione del 110 per cento dei costi di R&S, e di darne comunicazione all’Agenzia delle entrate ottenendo “in contropartita” un regime premiale sotto il versante sanzionatorio.

La predisposizione della suddetta documentazione (nei termini che saranno individuati con apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate), infatti, risulta sufficiente ad escludere l’applicazione della sanzione amministrativa per infedele dichiarazione ex articolo 1, comma 2, del decreto-legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 (che va dal 90 al 180 per cento della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato), conferendo indubbiamente al nuovo regime uno specifico appeal rispetto alle attuali previsioni sui crediti per attività di R&S (in relazione ai quali persistono rilevanti questioni interpretative connesse alla qualificazione – in termini di «credito inesistente» o di «credito non spettante» – del credito che si dovesse rivelare in tutto o in parte indebito).

2.5 Il meccanismo di recapture

La Legge di Bilancio 2022 introduce un meccanismo di c.d. recapture in materia di Patent Box, in forza del quale, ove in uno o più periodi di imposta le spese agevolabili siano sostenute in vista della creazione di una o più immobilizzazioni immateriali rilevanti (i.e. software, brevetti, disegni e modelli), l’ottenimento del titolo di privativa industriale dà diritto al contribuente di “recuperare”, ai fini dell’agevolazione, dette spese (e cioè fruire della maggiorazione del 110 per cento delle spese medesime). Detta recapture, tuttavia, non opera per le spese sostenute prima dell’ottavo periodo di imposta antecedente a quello di ottenimento del titolo di privativa industriale.

Tale meccanismo di recapture di otto anni, in sostanza, consente di recuperare il beneficio non utilizzato in relazione alle spese di ricerca e sviluppo che, ex post, hanno dato vita a un bene immateriale agevolabile.

2.6 L’entrata in vigore del Decreto Fiscale

Le disposizioni dell’articolo 6 del Decreto Fisco-Lavoro, inizialmente applicabili a decorrere dal 22 ottobre 2021 (data di entrata in vigore del Decreto stesso), per effetto delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2022 diventano applicabili alle opzioni esercitate con riguardo al periodo di imposta 2021 e ai successivi periodi di imposta.

È prevista una specifica disciplina transitoria, che in taluni casi consente l’accesso al nuovo regime anche ai soggetti che abbiano esercitato l’opzione nei precedenti periodi d’imposta.

3. Perché rivolgersi a Dentons

Il nostro Studio, negli anni, ha maturato un’esperienza specifica nell’ambito dell’applicazione della disciplina in parola, anche attraverso il costante confronto con l’Agenzia delle entrate e l’assistenza dei Clienti nella conclusione di Accordi di Patent Box.

Rispetto alle tematiche interpretative ed applicative poste dalla riformulata disciplina, quindi, siamo in grado di assistere le imprese interessate all’applicazione del beneficio, (i) valutando in via preliminare con la Società la quantificazione dell’ammontare agevolabile con riferimento al caso concreto, (ii) interloquendo – se del caso – con l’Agenzia delle entrate rispetto a casistiche di difficile qualificazione ed interpretazione, (iii) fornendo assistenza e consulenza alla Società per la migliore valorizzazione delle proprie fattispecie e (iv) redigendo la documentazione richiesta per la penalty protection, al fine di massimizzare l’agevolazione ottenibile.

DISCLAIMER: Because of the generality of this update, the information provided herein may not be applicable in all situations and should not be acted upon without specific legal advice based on particular situations.

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